VOYAGE IMPRESSIONNISTE- seconda parte

 

Etretat

Claude Monet,
Etretat, la Manneporte, riflessi sull’acqua

Ma è solo dopo aver visto le scogliere di Etretat in questo viaggio sulle orme degli artisti impressionisti che ho capito cosa hanno provato Claude Monet e Gustave Courbert quando alla fine del 1800 si stabilirono su la “Cote d’alabatre”. Da questi altissime scogliere si gode una vista mozzafiato sulle falesie e sul mare, e certamente questo è uno dei luoghi più belli e suggestivi dell’alta Normandia. Di questo luogo resterà in me il ricordo della viva sensazione di respirare un’aria infinitamente pulita e che sapeva di mare!
Monet ritornò per molti anni a Etretat e dipinse diverse tele ispirandosi alle falesie e alle “porte”, grandi aperture, tra cui la La manneporte.
Le tre “porte” che si aprono nelle scogliere sono luogo di grande suggestione, e catturarono l’attenzione anche di altri impressionisti che ripeterono più volte questo soggetto cercando il meglio della luce e dell’atmosfera.
Le bianche falesie, la luce impalpabile e la mutevolezza del mare incantarono anche Courbet che con una materia pastosa riesce a suggerire la potenza delle forze naturali.
Abitava in una casa dalla quale osservava il mare” così scriveva di lui Guy de Maupassant “Il mare era talmente vicino che si aveva come l’impressione che esso s’infrangesse sulla casa avvolta dalla schiuma e dal frastuono. L’acqua salata colpiva i vetri come grandine e colava lungo i muri”.

Gustave Courbet,
La falaise d’Etretat après l’orage

 

All’interno, la campagna normanna è ricca di campi coltivati e immense distese dai colori meravigliosi. Questa foto che abbiamo scattato potrebbe certamente fare da sfondo in uno di quei quadri animalisti amati da molti artisti francesi e in particolare dagli impressionisti che sceglievano come soggetto la campagna, considerato dagli accademici un soggetto inferiore.
Marie Rosalie Bonheur (1822-1899) una delle più celebri pittrici del suo tempo e autrice di memorabili ritratti di cavalli e bestie feroci fu un personaggio eclettico e stravagante dovette supplicare la polizia perché le concedesse l’autorizzazione di indossare i pantaloni; non potendo frequentare le Scuole di Belle Arti francesi poiché all’epoca erano chiuse alle donne fu allieva di suo padre, il suo unico maestro. Il pittore era anche un uomo di idee illuminate che le passò alla figlia ma in realtà era anche molto irritato dai suoi comportamenti trasgressivi. Non avrebbe voluto che facesse la pittrice. Poi però cedette e la mandò al Louvre a copiare gli antichi maestri. Lei amava fiere, stalle e fattorie: adorava gli animali e la caccia.
Il quadro riprodotto qui sotto, realizzato nel 1849, raffigura la prima aratura, chiamata dissodamento, che viene effettuata all’inizio dell’autunno.
Questo è essenzialmente un quadro animalista, forse meno impressionista di altri ma mi piace perché i protagonisti sono i buoi ed è lasciato poco spazio all’uomo.

Campagna normanna

 

Rosa_Bonheur, Ploughing in Nevers.

 

La Normandia è una terra ricca di tradizioni dove il tempo sembra essersi fermato.
Le strade che collegano piccoli paesi di campagna riservano percorsi silenziosi disseminati di colombiers, colombaie di mattoni che sembrano piccole fortezze.
Ogni piccolo paese ha una tipica chiesa affiancata spesso dal municipio chiamato “Mairie” e queste che abbiamo fotografato ricordano un po’ la chiesetta di Gréville, dove Millet si recava ogni domenica con i suoi genitori, uno dei luoghi più significativi del suo passato.

Chiesa in normandia

 

Jean-François Millet, L’église de Gréville

 

Il romantico paesaggio di Millet è certamente dipinto in uno stile diverso e più tranquillo, rispetto alle interpretazioni di artisti di nuova generazione come Van Gogh anche se quasi contemporanei.
E per restare nello stile di Van Gogh, voglio citare la bellissima Cattedrale di Bayeux, forse fra le più belle di Francia, con la quale trovo ci sia una certa somiglianza con quella di Auvers-sur-Oise, da lui dipinta.
Anche in questo quadro l’artista trasformò un edificio sacro, come tipico suo, in qualcosa di “fiammeggiante” e sembra che stia per crollare da un momento all’altro.
Se mettessimo questo quadro a confronto con le Cattedrali di Claude Monet, dipinte poco tempo dopo, potremmo facilmente prendere atto della differenza nel metodo seguito da Van Gogh e quello degli impressionisti. Al contrario di Monet, Van Gogh non cerca di raffigurare l’impressione dei giochi di luce sul monumento e non propone certamente un’immagine fedele della realtà, ma piuttosto cerca un’espressione personale preannunciando l’evoluzione dell’arte negli anni a seguire.
Bayeux è una bellissima cittadina che risparmiata dai bombardamenti della guerra mantiene perfettamente conservate vie medioevali e canali con mulini.

Cattedrale di Bayeux

 

Vincent Van Gogh,
L’église d’Auvers-sur-Oise -1890

 

Il viaggio è proseguito a zig zag fra la spiagge, emozionanti musei a cielo aperto dedicati allo sbarco del D-Day e splendide cittadine come Bayeux, Caen, Luc Sur Mer, Arromanches, Saint-Lô, Hambye, Granville, Huisnes Sur Mer e Mont Saint Michel.
Tutti luoghi che ci hanno lasciato qualcosa di bello e importante da ricordare.

Ferme du mouchel a Formigny

 

Maison Quesnel ad Hambye

 

Claude Monet, Cour de ferme en NormandieDegna di nota a mio parere è la cattedrale di Saint-Lô.

Certamente non vi è somiglianza con nessuna chiesa raffigurata in tutto il suo splendore da famosi pittori della metà del ‘800!!!
A causa dei devastanti bombardamenti subiti da questa cittadina durante la seconda guerra mondiale la cattedrale è rimasta in piedi solo in parte e la fredda ricostruzione resta volutamente a testimonianza dello scempio che la guerra ha prodotto.

La cattedrale di Saint-Lô

Meta importante nel nostro viaggio sono stati anche i luoghi dove è rimasta traccia dello sbarco degli alleati che nel 1944 sbarcarono per iniziare la liberazione dell’Europa dalla Germania nazista.
Di quei posti mi resterà il ricordo di un triste silenzio, forse per colpa del tempo un po’ uggioso e forse perchè quei luoghi non ispirano certamente allegria. Sono però importanti per ricordare e soprattutto non dimenticare tragici eventi della storia dell’umanità.
Per non lasciarci tristemente premetto che il nostro viaggio non finisce qui. Dopo una visita veloce a Mont Saint Michel ci siamo diretti a Parigi, e anche noi alla ricerca di “impressioni” en plein come gli artisti famosi abbiamo cercato di fissare la luce e le emozioni del momento fotografando palazzi e bellissime vedute cittadine.
Non mi stancherei mai di parlare di questo emozionante viaggio…di altro vi parlerò più avanti qui.

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Benvenuti! Mi chiamo Anna Bello e amo definirmi un artigiano contemporaneo e vado sempre alla ricerca di tecniche artistiche che rendendo uniche le mie creazioni...- Continua -



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