Sui muri tante storie da raccontare


“Datemi un muro e ve lo riempirò”…è da questa frase di Pablo Picasso che ho pensato di cominciare a raccontarvi della Street art; un argomento di cui si parla perché le idee sono controverse e di arte di strada si occupano anche i critici d’arte. Poiché, se da un lato, l’argomento in alcuni comuni scatena massicce campagne anti-degrado, da un altro, la street art è considerata arte a tutti gli effetti, tanto da entrare nei musei di arte moderna. In alcune aree urbane di città si sceglie di metterla al bando. Gli stessi cittadini scelgono di ripulire i loro quartieri. Alcune volte invece vengono regolamentati e messi a disposizione “muri liberi” spesso però situati nelle periferie. C’è chi invece pagherebbe per possedere un’opera di un artista “di strada” e addirittura le colleziona cercando di portarsele a casa strappandole dai muri. Da sempre però l’uomo ha graffiato e disegnato sui muri, istinto che fin dall’epoca preistorica lo ha portato a instaurare un dialogo con lo spettatore. Fare graffiti sui muri privati non è certo bello e tanto meno se si tratta di palazzi storici. Ma alcune opere realizzate da questi artisti, writer o graffitari…chiamateli come volete, sono arte!!! 
Le tag (in italiano etichette), raccontano molto delle società dì oggi soprattutto dei giovani e forse prima di cancellarle bisognerebbe leggerle e capirle. Spesso disturbano, e non sono comprensibili agli occhi di tutti, risultando solo scarabocchi perché sono una sorta di codice segreto; ma qualcosa certamente ci vogliono raccontare. Dietro c’è uno studio…le lettere si trasformano, si ingrandiscono, si sintetizzano fino a diventare una grande forma. E’ un esercizio di calligrafia e di stile, uno tocco personale per ogni writer. Restano tuttavia agli occhi di chi non sa, un linguaggio segreto, solo una combinazione decorativa di lettere ben studiate. E non sono facili da realizzare, ve lo assicuro! Bisogna avere padronanza dello strumento che si usa, spesso uno spray, e le scritte devono essere fatte in brevissimo tempo…altro che scarabocchi!!!! 
Forse il dilemma se la Street Art deve stare dentro o fuori dai musei non si risolverà mai. 
Personalmente io preferisco vedere i treni e le carrozze delle metrò sobrie e del loro colore originale. Invece mi piacciono molto i murales sulle pareti delle case. Per questo, spesso, quando viaggio raccolgo foto dei muri che mi piacciono.
Se passate ad esempio per il centro Bruxelles troverete decine di murales che sono destinati a crescere perché in Belgio il fumetto è un’arte. Ricordatevi di informarvi dove sono cercando l’opportuna mappa che riporta queste informazioni e vi consiglio di cercarli camminando, sarà un bel modo per conoscere meglio la città. Bruxelles, patria del fumetto vi riporterà indietro con gli anni ricordandovi i vecchi personaggi dei giornalini: Tintin e Milù, Lucky Luke, Asterix, i Puffi e tanti altri.

 
 
 
 
A Padova si incontrano tantissime opere di Kenny Random che piacciono molto ai suoi abitanti. Provate a giocare alla caccia al tesoro!!! 
 
 
 
Se andate a Bristol forse incontrerete un’opera di Bansky
Egli è un grande comunicatore che critica i governi con messaggi semplici e immediati. Ho visto questi murales alcuni anni fa e chissà se ci sono ancora perché in fondo queste sono opere temporanee…hanno qualcosa da dire finché se ne parla!!!
 
 
Questo passaggio sotterraneo a Bratislava mi è piaciuto molto perché è allegro e colorato grazie a questi murales che rappresentano i più importanti edifici storici della città.
 
 
 
TUTTOMONDO” è un’importante opera di Keith Haring che non tutti conoscono sita sulla parete del Convento della chiesa di Sant’Antonio a Pisa. Credo l’unica sua opera ancora esistente in Italia. E’ imponente, allegra e ha colori delicati. Haring legato anche lui al mondo del fumetto come molti esponenti della pop art ha realizzato questa sua ultima opera l’anno prima della sua morte. Vale la pena di cercarla appena fuori dal centro storico vicino alla Stazione Centrale.
 

E quando non te lo aspetti…camminando in un parco di periferia, dietro a un piccolo edificio, con sorpresa puoi incontrare una macchia di colore che mette allegria.
Questa opera è di Manuel Giacometti, giovane artista di Treviso

murales-giacometti
Quando invece il posto per giocare è poco, come succede in questo piccolo parco giochi di Budapest, è possibile ampliare l’orizzonte con un verde prato, un azzurro cielo e una mongolfiera.
Che importa se sono dipinti l’importante è sognare!!!!

One comment

  1. manuel ha detto:

    Ciao,
    grazie per la recensione… complimenti!
    Manuel

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Ciao sono Anna Bello, amo la creatività e la carta in tutte le sue forme. Mi piace l'arte, il cibo, viaggiare, la fotografia e l'arredamento... - Continua -