I manifesti pubblicitari tra le due guerre della Collezione Salce di Treviso

La COLLEZIONE SALCE, affidata  allo stato Italiano dal suo proprietario Ferdinando Salce, racconta attraverso circa 25.000 manifesti la storia della cartellonistica pubblicitaria e non solo.Potrete visitare la seconda esposizione “TRA LE DUE GUERRE” prorogata fino al 4 marzo 2018, dedicata ai manifesti che questo personaggio ha raccolto nel periodo appunto fra le due guerre, dal 1920 al 1940. ( leggi l’articolo sulla prima esposizione qui “LA BELLE EPOQUE”). Questo è un periodo storico in cui la pubblicità ha ancora un forte collegamento con l’arte e ha un ruolo importante per fare propaganda, o meglio ancora persuasione, durante i periodi di conflitto è affidata a forti personalità artistiche.I manifesti mostrano la crudeltà delle guerre presentandola però come simbolo di forza. L’immagine quindi si fa vigorosa, a volte cruda con slogan immediati e indimenticabili, comprensibili a tutti anche a chi a quel tempo non sapeva leggere.Questo stile decisivo e le innovazioni saranno utilizzati anche per pubblicizzare prodotti e influenzare gli acquisti, un mezzo per fare comunicazione di massa.In Natura morta con Selz di Marcello Nizzolisi notano le chiare influenze di futurismo e cubismo come anche nel manifesto di Lucio Venna per Invicta (sotto).

 
Nei manifesti, cambia il rapporto fra testo e immagine: il testo scritto conquista via via un valore estetico, a divenire decorativo, a volte parte integrante intrecciato con le immagini. Le scritte allora hanno lo stesso stile e colore dell’immagine come nel caso delle opere del futurista Fortunato De Pero.  Nasce lo studio del lettering e i caratteri creati ad hoc si fondono stilisticamente con l’immagine, dando senso come in questo caso di velocità e forza, ritmo, energia e fede nel progresso. Le immagini che si semplificano nella grafica si distaccano dal figurativo con lo scopo di essere riconosciute a colpo d’occhio. Qui in Buillon Kub, Leonetto Cappiello, che fa parte della corrente “pugno nell’occhio”, pone ancora l’attenzione sul “personaggio idea”. Un soggetto che diventerà spesso quasi un simbolo, fino a divenire con le sue trasformazioni un vero e proprio marchio aziendale, che sarà di primaria importanza rispetto alla didascalia che reclamizza il prodotto.Leonetto Cappiello è un’importante figura che cambia per sempre la comunicazione visiva usando “l’arabesca idea”. Figure che finiscono per identificare l’oggetto da pubblicizzare. Usa a questo scopo una sola figura dalle dimensioni esagerate e che si fa notare come unico soggetto alle volte caricaturale e divertente; un esempio di questi è quello del manifesto creato per Bitter Campari.

 

Influenzati anche dalle correnti artistiche estere, nei manifesti italiani i soggetti occuperanno sempre più spazio e gli oggetti avranno forme sempre più stilizzate e con colori forti.La finalità è di colpire l’occhio dell’osservatore distratto e frastornato dai nuovi ritmi sempre più incalzanti delle città in trasformazione. L’idea si deve fissare nella mente. A questo scopo nascono i primi studi dove le aziende si rivolgono per pubblicizzare nel modo più efficace i loro prodotti.Anche il francese Luciano Mauzan disegna personaggi ridicoli e allegri. Un esempio è pubblicità della crema per calzature Hydra.


Le tecniche di ritocco fotografico e fotomontaggi sono una novità per quel tempo, e vengono usate in campagne del regime come nel caso in cui Giaci Mondaini che invoglia all’aumento del consumo di latte. L’immagine fotografata sostituirà via via definitivamente il disegno.

Qui invece Xanty Schawinsky, designer, fotografo e pittore svizzero, sperimenta certamente qualcosa di innovativo per la Olivetti rendendo sensuale una macchina da scrivere grazie alla presenza femminile.

 


Anche Boccasile, Lenhart e Nanni, sono autori di manifesti in cui la figura femminile svolge sempre di più la funzione di attrarre l’osservatore e qui la novità è l’uso della donna con sorrisi ammalianti,  abusando a volte della sua figura. Nelle agenzie nascono idee rivoluzionarie. In una di queste con sede a Milano sarà lanciata la nuova immagine di donna moderna e realistica, che con il suo sorriso conquisterà i consumatori invogliandoli ad acquistare il dentifricio Kaliklor. Un soggetto che trae influenza dal cinema americano e che avrà molto successo.Gino Boccasile diventerà famoso per le signorine grandi firme, inventando uno stereotipo di donna che sarà rappresentata in qualsiasi occasione dall’aspetto impeccabile con un bel corpo, sorridente e sempre ben truccata.

 


 


Sotto, Una fumatrice di Franz Lenhart, dove qui l’immagine della donna è raffinata e schematizzata.

Nino Nanni rappresenta un suo stile di donna prendendo spunto dal mondo cinematografico; una signorina sorridente e fumatrice che seduce con le sue pose.

 


Ho una particolare passione per i manifesti pubblicitari e non mi è stato facile scegliere fra i piu belli. Ho scelto allora i piu significativi. Spero che le mie considerazioni riguardo alla mostra vi abbiano incuriosito e vi possano servire per vedere con un occhio diverso questi manifesti che adeguandosi alla società e influenzati dall’arte, dalle mode e dagli eventi storici hanno da dire molto sulla nostra storia.Sono infatti curiosa di vedere la terza esposizione. Immagino che ci saranno manifesti con pubblicità e slogan che, sicuramente a chi non è proprio giovanissimo, ritorneranno alla memoria o almeno sembreranno più che familiari perché pubblicizzano marchi che ancor oggi compriamo o vediamo al supermercato.Il Museo Nazionale Collezione Salce si trova Via Carlo Alberto 31 a  Treviso. 

Vale la pena visitare Treviso anche per passeggiare nel tranquillo centro storico e scoprire scorci bellissimi da immortalare.

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Ciao sono Anna Bello, amo la creatività e la carta in tutte le sue forme. Mi piace l'arte, il cibo, viaggiare, la fotografia e l'arredamento... - Continua -



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