Libro fatto ad Arte

Amo i libri d’artista con testi brevi come poesie e haiku. Molti di questi che ho realizzato sono illustrati con incisioni tradizionali o sperimentali meticolosamente creati con le mie mani…apri la valigia

I libri d’artista fanno parte della storia dell’arte moderna.
I primi, negli anni ’50 e‘60, sono pensati per la riproduzione industriale con lo scopo di renderli così accessibili a tutti e venduti anche nelle librerie o distribuiti dai loro autori. Tutto questo per evitare i meccanismi tradizionali dell’editoria ma anche per portare l’arte fuori dai classici circuiti delle gallerie d’arte.
Gli artisti erano loro stessi editori e questa autonomia permetteva un nuovo modo di fare libri, un nuovo modo di fare arte. Un bisogno di esprimere idee e divulgare queste e rendere accessibile l’arte a tutti.
Dare una definizione ai libri d’artista però non è semplice.
A mio parere è importante che restino libri nella loro forma. Fatti di qualsiasi, materiale che sia di carta cartone, legno, stoffa, ferro, possono spaziare in campi inaspettati.
Perciò qualsiasi tecnica per illustrarli è lecita o per scriverli o per colorarli.
Non devono avere per forza il classico aspetto di libro, pertanto liberi nella forma e liberi da canoni tipografici.
Sono ritenuti comunque libri d’artista anche se a volte illeggibili, con sole immagini e colori o solo testo.
L’essenza però del libro d’artista contemporaneo sta nella sua unicità o al massimo è riprodotto in piccole tirature.
È uno spazio dove esprimere liberamente un progetto, dove l’artista documenta un suo pensiero, un luogo dove fare ricerca e usare un proprio linguaggio.
Nel tempo l’estetica del libro d’artista si è evoluta e si è adeguata alle mode della comunicazione, ma resta sempre un contenitore di un messaggio più o meno esplicito. Perciò, come i loro avi, questi libri devono essere realizzati rigorosamente dall’autore, dalla progettazione alla costruzione vera e propria. Insomma sempre più spesso un mezzo di espressione contemporanea.
Da quando i libri d’artista sono stati ritenuti vere e proprie opere d’arte, spesso un po’ di nicchia, fanno parte di collezioni private, accessibili per questo a pochi eletti.
Recentemente, per fortuna, si avvicinano ad un largo pubblico, trovandoli in esposizioni “alternative” la cui fruizione però purtroppo è alle volte difficile: vien voglia di sfogliarli e allora per proteggerli e lasciarli intatti nelle loro caratteristiche è d’obbligo usare i guanti. A chi lo legge e a chi lo guarda o lo sfoglia stimola pensieri ed emozioni e perché no sensazioni tattili. Sono così interessanti che si ha il desiderio di toccarli…non si può resistere a vedere quale sorpresa rivela la pagina successiva!!!

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Ciao sono Anna Bello, amo la creatività e la carta in tutte le sue forme. Mi piace l'arte, il cibo, viaggiare, la fotografia e l'arredamento... - Continua -