La vita appassionata di FRIDA KAHLO: UN RACCONDO per IMMAGINI

Eccomi un po’ in ritardo…sono riuscita finalmente a riordinare le foto! Spero comunque che questo articolo possa far venire voglia, a chi non l’ha ancora vista, di vedere la mostra dedicata a Frida Kahlo a Milano con dipinti inediti in Italia, fotografie, pagine di diari e lettere.

FRIDA: OLTRE IL MITO presso MUDEC, Museo delle Culture rimane aperta ancora per poco, fino al 3 giugno 2018.

E’ l’esposizione di opere di una donna che ebbe il coraggio di esprimere con totale sincerità, con assoluta libertà e a volte crudeltà il mondo femminile. La Kahlo, realista e profonda per il modo di dipingere, continua a far parlare di sé dai primi anni del Novecento. Una figura controversa che è stata però anche molto amata in Messico e fuori dal suo paese.

La protagonista della mostra è stata spunto per diversi soggetti cinematografici e al di là del mito e del commercio che si sono costruiti intorno a lei, la sua figura non è diventata un’eroina come sarebbe potuta essere; è stata invece una donna dedita al marito, occupata a combattere la sua malattia ed è per questo che può sicuramente a mio parere assomigliare ad una di noi

Nata nei primi anni del ‘900 la sua è stata una vita intensa e caratterizzata da tormenti e disabilità fisica, prima per problemi di salute avuti da piccola dovuti alla poliomielite, poi per un terribile incidente che subì all’età di 18 anni mentre viaggiava su un autobus. Ne uscì miracolosamente viva ma le ferite che subì le segnarono la vita. Affrontò molti interventi e fu costretta a stare per molto tempo a letto utilizzando anche un busti di gesso. Furono queste prove, che la vita le riservò, a spingerla a diventare una ragazza spericolata volendo dimostrare agli altri di essere in grado di fare tutto comunque.

Nonostante la sua condizione fisica che la teneva immobilizzata, infatti lei si sentiva incastrata letteralmente in un corpo imperfetto, si diede da fare fin da subito e grazie all’ambizione e alla sua caparbietà si rimise in piedi più volte trasformando la sua sofferenza in arte.

Frida Kahlo

Frida Kahlo

Ereditò probabilmente una vena artistica dal padre che era un artista e fotografo. Lei lo ammirava, oltre che per le sue idee politiche, per la sua intelligenza e generosità e soprattutto per la sua costanza nel continuare a lavorare nonostante soffrisse di crisi epilettiche.

Frida ebbe tempo, durante i periodi passati inferma a letto, per leggere molti libri e molti dei quali sul movimento comunista. Abbandonò il desiderio di diventare medico e fece della pittura un manifesto delle sue idee legate al periodo storico in cui era nata: la rivoluzione messicana.
Fu attivista del partito comunista un mondo quello della politica che le permise di emanciparsi e di riflettere sulla condizione femminile e le disuguaglianze sociali.
Per le scelte difficili che ha fatto, può essere considerata una anticipatrice del movimento femminista.
Il suo, uno spirito indipendente e passionale, la portò ad innamorarsi del suo maestro d’arte Diego Rivera. Egli, un illustre pittore di murales, più grande di lei di 20 anni era legato al partito comunista messicano e realizzava murales in edifici pubblici di Città del Messico. Veniva data molta importanza a queste grandi pitture murali usate come strumento di conoscenza del popolo e raffiguravano spesso persone umili e anche le vicende dei peones, del suo popolo e della loro schiavitù. Erano usati come un vero e proprio strumento di propaganda.

Frida Kahlo

Frida Kahlo

Quando Rivera la conobbe fu colpito dallo stile moderno della giovane Frida e la introdusse nella vita culturale e politica messicana. Era però un uomo concentrato su se stesso la cui dedizione al lavoro era totale. Era anche grande conquistatore di donne bellissime, un uomo appassionato, intelligente e gioioso.

Consapevole della sua identità di donna e di artista Frida pensava che l’arte potesse avere un importante influenza sulle rivoluzioni dei costumi e della società ed essere utile per il movimento rivoluzionario comunista.

Definì infatti l’arte come “sola vera ragione per vivere” e per questo non ha mai avuto paura di raccontare sé stessa e i suoi sentimenti. Dipingeva allora i suoi autoritratti come strumento di liberazione personale per contrastare il dolore sia quello fisico che quello per il rapporto con il marito Diego che le era infedele.

Raccontava e dipingeva di sé perché quella era la vita che conosceva, disegnare era l’unico modo per raccontare la sua esistenza in assoluta libertà, con la lucidità di un pensiero che non richiede interpretazione.

Il realismo infatti delle sue opere e le simbologie aggiunte ai suoi quadri le servivano per raccontare la realtà e non i sogni (così scrive di sé e della sua pittura), e con questi cercava di trasmettere contemporaneamente la sua euforia vitale e a volte l’ironia della vita. Fin dall’inizio dipinse le cose come lei vedeva, la natura, gli animali, i colori, i fiori e anche i suoi autoritratti rifiutando la definizione di surrealista. Spesso rappresentati nei suoi quadri ci sono animali della quale Frida si circondò perché non poté mai diventare madre cosa che la fece soffrire molto.

Ironici erano spesso sia i ritratti di persone sia le rappresentazioni di eventi di violenza contro le donne. Come nel quadro “Qualche colpo di pugnale” che raffigura l’omicidio di una donna per gelosia, prendendo spunto da un fatto di cronaca nel quale l‘omicida si era difeso davanti al giudice dicendo: «Ma era solo qualche colpo di pugnale!».

Anche “Il suicidio di Dorothy Hale”, ricordo in memoria della scomparsa dell’attrice, ritratta non in vita ma morta suicida è un’effettiva rappresentazione della realtà.

Frida Kahlo“Il suicidio di Dorothy Hale”

Frida Kahlo

Le storie che raccontava di brutale violenza maschile e delle ferite inflitte sono probabilmente riconducibili alla sofferenza interiore di Frida. Dipinse infatti la debolezza e la fragilità delle persone e di se stessa. Trasformò il suo corpo ferito con grande forza in dipinti, utilizzando simbologie che inneggiano alla vita e al coraggio, con un gran senso di speranza.

Il tema dell’autoritratto è ossessivo come gli aspetti drammatici della sua vita . Colorati e talvolta allegri, i soggetti di Frida hanno abiti, gioielli e collane colorati che testimoniano l’attaccamento verso il suo paese e il suo passato.

Il suo look unico diventò un’icona di stile. Indossava abiti coloratissimi con corsetti decorati a mano, gonne lunghe a pieghe, gioielli vistosi e colorati, scialli e foulard. Portava i capelli raccolti con acconciature abbellite spesso da corone di fiori. Dava di sé in quel tempo un’immagine allegra ed estremamente femminile.

Durante il periodo di allontanamento da suo marito vestì invece in modo mascolino, e portò anche i capelli molto corti. Teneva molto alle sue caratteristiche sopracciglia folte. Ebbe comunque sempre un look anticonformista e sopra le righe, come fu tutta la sua vita combattuta fra femminile e femminismo ma sempre in cerca di amore.

Frida è una donna alla quale la vita ha riservato grandi sofferenze compreso l’innamorarsi di un uomo che la ha fatta soffrire.

Di Frida, che è stata anche molto amata e molte sono le opere dedicate a lei dai suoi contemporanei, persino canzoni, restano pagine di diari con frasi pensate con intelligenza per la loro sintesi, quasi aforismi. Tra queste in mostra al Mudec spicca: “Mi auguro che l’uscita sia allegra e spero di non tornare mai più”.

Nella mostra potete soffermarvi davanti alla proiezione di un video con colori molto intensi e con una struggente canzone di sottofondo (“Diego e io” di Brunori Sas), in cui Frida è sorridente e innamorata.

In una sezione la mostra continua raccontando fin dalla sua prima infanzia la vita di Frida attraverso fotografie. Nelle immagini affiora una donna moderna per il suo tempo, indipendente e passionale che ha scelto di agire e non arrendersi.
Un messaggio potente di un’icona moderna che non sarà mai dimenticata.

Frida-Kahlo-bambina

Frida Kahlo

Frida Kahlo

 

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Ciao sono Anna Bello, amo la creatività e la carta in tutte le sue forme. Mi piace l'arte, il cibo, viaggiare, la fotografia e l'arredamento... - Continua -



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